Un’altra vittima illustre per coronavirus: Luis Sepulveda. Tutto il mondo ha amato la sua “Gabbianella e il gatto”

È morto a 71 anni per coronavirus lo scrittore cileno Luis Sepulveda. Era ricoverato da fine febbraio in ospedale a Oviedo dopo aver contratto l’infezione. Lo scrittore cileno, che viveva da diversi anni nella città di Gijon, aveva partecipato a fine febbraio a un festival letterario, il Povoa do Varzim al festival Correntes d’Escrita, accompagnato dalla moglie, in Portogallo. Dopo l’evento, entrambi erano rimasti a casa di alcuni amici e poi erano tornati in Spagna, dove sono stati loro diagnosticati i sintomi della malattia. Anche la moglie è stata tenuta sotto controllo. Il suo era stato primo caso di coronavirus nelle Asturie. Lo scrittore era stato messo in isolamento all’Ospedale universitario centrale di Oviedo. (Agi) 

Luis Sepúlveda (Ovalle, 4 ottobre 1949 – Oviedo, 16 aprile 2020) è stato uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista e attivista cileno naturalizzato francese. Nato in Cile, Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica, conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Augusto Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, è andato a vivere in Spagna, nelle Asturie. Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti – oltre allo spagnolo, sua lingua madre, parlava correttamente inglese, francese e italiano – ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Amatissimo dal suo pubblico, in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”.