Vita da bar fin dal ’60. Chiacchiere e pettegolezzi. Tra un mondo che non c’è più e un presente che non si capisce

MILANO, giovedì 12 ottobre ► (di Emanuela Dini) “Boomers, un gioco per vecchi”, lo dichiara subito, senza mezzi termini, Marco Paolini, nel lavoro in scena al Piccolo Teatro Strehler di Milano, fino al 22 ottobre.
Una cavalcata dagli anni ’60 a oggi, un ritorno nostalgico ai bar di provincia, il bar della Jole, dove c’è la solita clientela affezionata di ferrovieri, camionisti, contadini, postini – tutti e solo rigorosamente maschi – i giornali di carta sui tavoli così non si devono comperare, le discussioni infinite su tutto, i pettegolezzi che non si chiamavano ancora gossip, il “professore” che sapeva tutto e rispondeva alle domande di tutti perché non c’era ancora Internet.
Un bel viaggio a ritroso, uno spettacolo “rigorosamente vietato ai minori di 48 anni non accompagnati”, come si raccomanda Paolini (e quanto ha ragione!) condito da musiche che fanno parte della memoria ancestrale dei Boomers, dalla sigla della fine delle trasmissioni Rai riproposta in un assolo di tromba struggente, a Bang bang di Sonny e Cher e via riproponendo.
Una rievocazione intergenerazionale, che gioca su un difficoltoso dialogo tra Boomers e millennians che “non comunicano, si sono rotti i codici”, dove un padre che aveva avuto i capelli lunghi e l’eskimo negli anni ’70 non ha ancora capito bene che lavoro fa il figlio “sempre seduto in camera alle scrivania” e non sa bene cosa sono i fondali e il metaverso in cui il ragazzo lo invita a entrare.
Un arrancare dolente in un mondo dove cambiano le parole “Take away? Ma sì, ciapà su”, i rapporti, le situazioni.
Una comunicazione difficile e confusa, dove si intrecciano simulazioni virtuali e memorie degli anni 60, 70, 80 una realtà senza più confini tra il vero e il virtuale, un mondo ubriaco che non ha più punti di riferimento e avrebbe una gran voglia di ritrovarli, ma non si può. “Morire democristiani non era poi così male, visto quello che è successo dopo”.
Storia, musica, cronaca, guerre – con un brano iniziale su Hamas, Palestina e Israele che forse sarebbe stato meglio eliminare, visto il momento – si accavallano e si incrociano, lo sbarco sulla luna e il crollo del Ponte Morandi, in un insieme fin troppo affastellato che forse gioverebbe di qualche messa a punto e ripulitura.
Uno spettacolo che arriva sicuramente ai Boomers, che lascia capire la difficoltà di relazionarsi coi millennians e che ha qualche piccola difficoltà, come quello che dovrebbe essere il coro finale del pubblico, inviato a cantare “Figli delle Stelle” ma che, almeno la sera della prima, non è andato oltre a qualche sommesso mormorio.
Paolini sempre bravo, che risplende quando torna sul suo territorio e disegna il bar di provincia, la cantante Patrizia Laquidara che lo accompagna, i musicisti Luca Chiari, Stefano Dallaporta e Lorenzo Mafredini che ripropongono jingle e canzoni del secolo scorso.

“Boomers”, testi di Marco Paolini e Michela Signori, consulenza alla drammaturgia Marco Gnaccolini, Simone Tempia. Regia di Marco Paolini, con Marco Paolini e Patrizia Laquidara.  Piccolo Teatro Strehler fino al 22 ottobre

REPLICHE

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14/11/2023: Palmanova (UD) – Teatro Gustavo Modena

15/11/2023: Cordenons (PN) – Auditorium Moro

23/11/2023: – 26/11/2023: Trieste (TS) – Politeama Rossetti (Sala Ass. Generali)

30/11/2023 – 03/12/2023: Venezia (VE) – Teatro Goldoni

13/12/2023 – 17/12/2023: Padova (PD) – Teatro Verdi

16/01/2024 – 21/01/2024: Bergamo (BG) – Teatro Donizetti

24/01/2024: Udine (UD) – Nuovo Giovanni da Udine

27/01/2024: Pisa (PI) – Verdi

30/01/2024: -Gorizia (GO) – Verdi

31/01/2024: Maniago (PN) – Verdi

02/02/2024: Legnano (MI) – Galleria

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